Miopia e Lenti a Contatto

Trattando questo argomento è opportuno sgombrare subito il campo da un possibile dubbio: la miopia non è una malattia, ma un difetto refrattivo che non permette all’occhio di vedere nitidamente gli oggetti posti in lontananza.

Nell’occhio miope l’immagine si forma prima della retina (la parte dell’occhio che trasforma la luce in impulso elettrico da mandare al nostro cervello) e quindi questa risulta sfocata.

La sfocatura dell’immagine può tuttavia essere compensata modificando il tragitto dei raggi luminosi all’interno dell’occhio attraverso lenti negative (divergenti), affinché questi si focalizzino correttamente sulla retina.

Vi sono diversi mezzi di compensazione: occhiali, lenti a contatto o chirurgia refrattiva.

Concentriamo il nostro interesse in questo articolo sulle Lenti a Contatto (lac).

Le lenti a contatto sono dispositivi ottici che vengono applicati direttamente sulla superficie oculare: garantiscono il massimo comfort e la massima libertà.

Non esiste una sola tipologia di lente a contatto, ma una varietà di materiali e geometrie.

La prima grande differenza va fatta tra lenti morbide, lenti gas permeabili e lenti ibride (composizione delle due tipologie precedenti).

Le lenti morbide si possono ancora suddividere in base alla frequenza di ricambio in: usa e getta (le cosiddette giornaliere), settimanali, quindicinali, mensili, trimestrali e semestrali.

Sicuramente le più diffuse e conosciute sono le lenti usa e getta (conosciute anche con il termine “giornaliere”) che offrono il grande vantaggio di non richiedere manutenzione e appaiono meno “impegnative” ma… bisogna specificare: non risolvono tutti i problemi visivi e rischiano di essere percepite come lenti che non richiedono il controllo del professionista.

Un passaggio fondamentale per indossare la lente a contatto in modo sicuro e confortevole (di qualunque tipo, dalla usa e getta alla personalizzata) è sempre il controllo da parte dell’applicatore che guiderà nella scelta del materiale maggiormente tollerabile e della geometria più performante, in base alle caratteristiche specifiche di film lacrimale e superficie anteriore dell’occhio.

Ugualmente importanti e imprescindibili sono i controlli regolari durante l’utilizzo delle lenti, da effettuarsi con una cadenza annuale o semestrale, così da scongiurare ogni possibile inconveniente e ridurre in modo significativo i possibili rischi legati all’utilizzo delle lenti (sofferenza epiteliale, congiuntiviti, cheratocongiuntiviti…).

Evitare sempre il “fai da te”, affidandosi piuttosto ad un applicatore competente, permette di essere certi di utilizzare la tecnologia migliore per il nostro occhio e la nostra visione; le lenti a contatto non devono essere comprate, ma applicate con consapevolezza!

Un tema scottante in campo contattologico è il tempo raccomandato di uso delle lenti a contatto: non esiste un riferimento standard, ma l’uso va valutato per ogni singolo occhio, in base alla tipologia della lente ed a come la stessa viene utilizzata (in alcuni casi, il porto giornaliero massimo può essere di 2 ore, mentre in altri si può arrivare a 10/12 ore senza nessun rischio).

Le lenti gas permeabili (rgp), invece, sono molto specialistiche e permettono spesso una soluzione ottimale del problema, soprattutto se si tratta di casi più “impegnativi”, garantendo una qualità visiva ineguagliabile ed un rispetto maggiore della fisiologia oculare, a garanzia di una massima sicurezza. Per contro, l’adattamento richiede più pazienza. Le rgp si possono suddividere in lenti a piccolo o a grande diametro, a seconda della dimensione delle stesse. Le rgp a grande diametro vengono scelte per i casi più delicati, in cui la tutela della superficie corneale deve essere massima o nei casi in cui vi è intolleranza alle normali lenti.

Un’altra tipologia di lenti a contatto è quella delle lenti rigide ortocheratologiche: correggono miopia, ipermetropia e alcuni tipi di astigmatismo. Queste lenti vengono indossate la notte (durante le ore di sonno) e permettono per tutto il giorno successivo di vedere nitidamente ad occhio nudo.

L’utilizzo di questa tipologia di lenti è rilevante nella gestione della progressione miopica; i più recenti studi universitari hanno confermato l’uso di queste lenti come uno dei sistemi più efficaci per evitare o ridurre l’avanzare della miopia.

Possiamo concludere, quindi, dicendo che il mondo delle lenti a contatto è ricco di possibilità (oramai possono correggere ogni difetto visivo ed in alcuni casi sono l’unica scelta vincente). È importante, nonostante ciò, indossarle in modo sicuro ed essere certi di percorrere la strada migliore, rivolgendosi al proprio applicatore di fiducia.

Le tre domande più frequenti per i portatori di lenti a contatto:

  1. Oltre ad essere miope sono anche astigmatico, esistono lenti a contatto morbide per me?
    Assolutamente si, le lenti a contatto per occhi astigmatici esistono, si chiamano lenti a contatto toriche e sono funzionali. Con le nuove tecnologie, inoltre, la gamma dei poteri si è notevolmente ampliata e le lenti permettono una visione stabile e nitida.
    Se l’astigmatismo è elevato, le lenti rgp o ibride sono più performanti.
  2. Spesso, dopo 2/3 ore di utilizzo della lente, inizio a sentire fastidio e poco dopo le devo togliere, c’è qualche soluzione?
    Se la lente a contatto dopo qualche ora di porto diventa fastidiosa, i motivi possono essere diversi: il materiale può non essere conforme alla composizione del film lacrimale, può essere necessario idratare tramite sostituti lacrimali specifici o, in ultima analisi, può esserci un limite fisiologico da rispettare.
    Rivolgendosi ad un applicatore competente non sarà difficile capire se e cosa è necessario cambiare.
  3. Posso dormire con le lenti a contatto?
    No, eccetto che non si tratti di lenti specifiche come quelle per ortho-k o di lenti a porto continuo. I materiali classici per lenti a contatto sono studiati e sicuri per il porto ad occhio aperto. Dovesse capitare, per errore, di addormentarsi con le lenti, al risveglio è consigliabile idratare molto bene la superficie oculare e la stessa lente a contatto tramite liquidi umettanti per lac o, in caso non si avessero a portata di mano questi ultimi, tramite salina. Dopo aver bagnato l’occhio si può procedere a togliere la lente.

 

 

Chiara Pastorelli

Chiara Pastorelli – Optometrista
chiara@pastorelli.net

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