Dislessia visiva: verso una definizione operativa a partire da uno studio di correlazione

Quadro generale: l’obiettivo dello studio è quello di fornire una definizione operativa della “dislessia visiva” in riferimento ad un particolare sottogruppo di dislessici caratterizzati da una percezione anisotropa1 in x e y del campo visivo, o dominanza oculare instabile, o interazione binoculare anormale, e che trae beneficio dall’incremento della spaziatura interlettera. L’ipotesi di lavoro di questa investigazione é che nei bambini dislessici in cui sono presenti le alterazioni sopracitate la correlazione fra la capacità di lettura e la spaziatura interlettera sia un chiaro segnale del coinvolgimento della visione, e che sia la causa delle loro alterazioni visuo-percettive nei problemi di lettura.

Metodologia: sulla base dei risultati ottenuti da tre test psicofisici divisi a seconda dell’obiettivo, un gruppo di 193 non abili lettori in età scolare, con normale acuità visiva e non significative comorbilita’2 è stato suddiviso in quattro sottoclassi differenti: non visuo-percettivi, anisotropi (AS), con anormale interazione binoculare e con dominanza instabile (UDS). Per valutare l’ipotesi di lavoro, nel campione non visuo-percettivo è stata verificata l’assenza di marker visivi, mentre ne è stata investigata la presenza nei restanti sottogruppi.

Risultati: Il gruppo dei non visuo-percettivi è risultato negativo al marker visivo. Negli altri gruppi la velocità di lettura delle parole e dei caratteri è migliorata in funzione della spaziatura fra i caratteri.

 (AS: R2: 0.51 e 0.43, P=0.01 e 0.02 rispettivamente; gruppo interazione binoculare anormale: R2: 0.47 e R2: 0.57, P=0.02 e 0.007 rispettivamente; UDS: R2: 0.43, P=0.02 con i caratteri). Inoltre, un’analisi individuale ha rivelato che il marker era presente in non più del 23% dei soggetti AS, nel 50% degli UDS, e solo nel 12% dei pazienti con inibizione interoculare anomala.

Conclusioni: Anche se in un gruppo campione questo metodo di indagine sembra fornire una definizione operativa della “dislessia visiva”, l’indagine individuale della “dislessia visiva” necessita di un perfezionamento.

1-anisotropia Proprietà per cui in una sostanza il valore di una grandezza fisica (velocità di accrescimento, indice di rifrazione, conducibilità elettrica e termica ecc.) dipende dalla direzione che si considera. Fenomeni di a. naturale si manifestano nelle sostanze allo stato cristallino e mesomorfico, ma non nelle sostanze amorfe; fenomeni di a. artificiale possono prodursi in sostanze amorfe in conseguenza di determinate sollecitazioni: per es., un’a. ottica, che si manifesta nel fenomeno della birifrazione, può insorgere in alcuni vetri e in alcuni liquidi in conseguenza di sollecitazioni meccaniche o dell’azione di un campo elettrico.

2-comorbilità s. f. In medicina, la presenza contemporanea nello stesso soggetto di due o più malattie; comorbidità.

http://aes.amegroups.com/article/view/5675

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