Abstract
Obiettivo: Questo studio è stato realizzato per determinare se i diodi ad emissione luminosa (LED) rappresentino un caso particolare di esposizione retinica alla luce blu, se paragonati con altre tipologie di televisori e schermi di computer a retroilluminazione o a fluorescenza.
Metodologia: La distribuzione spettrale della luce proveniente da pc e tv (raggi a tubo catodico, schermi al plasma, LED organici e schermi retroilluminati da tubi catodici freddi e/o LED), da faretti ad uso domestico (LED e a tubo fluorescente) e dagli oggetti da esterno esposti alla luce solare ambientale è stata misurata con un telespettroradiometro. I dati spettrali sono stati analizzati per la porzione di luce blu e luminanza. I risultati sono stati inoltre presentati come il tempo necessario a raggiungere il limite di sicurezza professionale, senza tenere conto dei normali 10 000s di limite attraverso il quale non vi è sommazione all’esposizione.
Risultati: La quantitá di luce blu in una sorgente è sostanzialmente indipendente dal tipo di tecnologia utilizzata, ma strettamente legata al corrispettivo colore in base alla temperatura.
Conclusioni: Le lampade a fluorescenza mostrano sostanzialmente la stessa proporzione di luce blu ed i LED non rappresentano un caso a se’ stante, fornendo lo stesso colore correlato alla temperatura. Le lenti con filtro bloccante luce blu non sono piu’ necessarie con fonti LED rispetto altri metodi di illuminazione degli schermi o con luce a fluorescenza. Non ci sono evidenze riguardo la necessita’di utilizzo di lenti con filtro alla luce blu per uso interno.
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/opo.12713?campaign=wolearlyview