ABSTRACT: Studi su animali evidenziano come i normali ritmi diurni gli occhi possono essere stravolti alterando il loro ciclo luce/buio o all’insorgenza di un errore refrattivo. Nonostante questo le variazioni giornaliere della lunghezza assiale (LA) e dello spessore coroidale degli occhi umani sono ben documentati in letteratura, la correlazione fra le variazioni di esposizione alla luce ambientale, progressione dell’errore refrattivo, LA giornaliera e spessore coroidale non sono ancora ben chiare. Di conseguenza siamo andati ad esaminare l’associazione fra esposizione oggettiva alla luce naturale, variazione della LA e spessore coroide subfoveale (SCSF), attraverso un’analisi dei loro cambiamenti nel corso di 12 mesi.
Sono stati esaminate le variazioni di LA e SCSF di 34 giovani adulti, emmetropi e miopi, (le misurazioni sono state effettuate ogni 3h dal 9.00 alle 21.00) sia durante una giornata lavorativa che festiva nel periodo invernale, sia durante il periodo estivo sei mesi dopo. A questo punto i partecipanti sono stati ricontrollati, per una singola sessione di misurazione, 6 mesi dopo per poter monitorarne le modifiche nel lungo periodo. L’esposizione alla luce di ciascun partecipante è stata analizzata in inverno ed estate utilizzando un sensore da polso (Actiwatch-2) indossato per 14 giorni nello stesso arco temporale in cui le misurazioni diurne erano state raccolte. Le analisi del modello lineare misto svelano delle significative variazioni della LA e dello SCSF (p<0,05 ciascuno). Il picco medio giornaliero nella differenza di LA (ampiezza) era significativamente superiore nei miopi (0,02mm; 95% CI: 0.014-0.026 mm) rispetto agli emmetropi (0.10mm; 95% CI: 0.005-0.015 mm) (p,0.01), ma non vi erano variazioni significative di SCSF fra i due gruppi refrattivi (p=0.45). Le variazioni giornaliere della LA erano negativamente collegate a quelle dello SPSF (r= -0.603, p<0.001). Le analisi della correlazione hanno indicato come l’ampiezza delle variazioni giornaliere della LA si associno negativamente con l’esposizione alla luce naturale (r= -0.511, p= 0.002) mentre positivamente con i suoi cambiamenti longitudinali nell’arco dei 12 mesi (r=0.381, p= 0.04). Si è presentata cosí un’associazione di tipo inverso nei cambiamenti nel lungo termine di LA e SCSF (r= -0.352, p=0.002). Le modificazioni giornaliere oculari durante il giorno non hanno mostrato sostanziali differenze tra giorni lavorativi e weekend, o fra estate ed inverno (p<0.05 ciascuno). Ricapitolando, si è potuto evincere come le variazioni diurne della LA sono state maggiori nei miopi rispetto agli ipermetropi ed inoltre come queste siano a livello longitudinale. Questi riscontri suggeriscono come queste modifiche diurne possano essere associate ad una crescita assiale nel lungo termine dell’occhio. Il tempo trascorso alla luce de sole inoltre ha influenzato notevolmente le ampiezze di queste variazioni, indicando che un tempo maggiore alla luce naturale si associa ampiezze minori nel cambiamento giornaliero della LA.
Lo spessore della coroide ha invece evidenziato una correlazione di tipo inverso con le modificazioni della LA, suggerendone la potenziale implicazione nella crescita dell’occhio.